Cerasuolo D’Abruzzo Doc Col del Mondo -Tenuta del Priore

9.90

Cerasuolo D’abruzz

Lo consigliamo perché:

  • Uve selezionate
  • Vitigno autoctono
  • Uve coltivate in Abruzzo
  • Tradizioni di famiglia
  • Prodotto Italiano

Abbinamento consigliato: Raviolo al ragù, pesce alla brace

 

 

Descrizione

Cerasuolo D’Abruzzo Doc
E’ un vino rosato ottenuto integralmente da uve Montepulciano vinificate in bianco. Il colore varia ogni anno, passando da un rosa tenue ad uno scarlatto deciso, in base all’andamento stagionale che caratterizza un grado diverso di colorazione delle bucce. Una piacevole freschezza al gusto ed una notevole eleganza nei profumi, accompagnano la tipica struttura del vitigno Montepulciano.

  • Tipo di Vino: rosato fermo, secco
  • Denominazione: Cerasuolo d’Abruzzo D.O.C.
  • Varietà: Montepulciano 100%
  • Prima Vendemmia: 2001
  • Affinamento: 4 mesi in vasche di cemento sui lieviti fini

 

Bottiglia

75 cl

Confezione

Bottiglia in vetro

Produttore

Vini Tenuta del Priore

La storia della Tenuta del Priore e dell’azienda vitivinicola Col del mondo si intreccia strettamente con i sentimenti. Lo struggimento mai sopito dell’abbraccio alla terra natìa, l’amore per la natura incontaminata, le colline del Pescarese che degradando dai filari verso la lontana civiltà urbanistica tracciavano la dimensione della passione per quelle uve che sembravano evocare un richiamo. Una storia punteggiata dai battiti di tre cuori, da un’intima pulsione per riprendersi la propria vita laddove era iniziata, nella campagna di Collecorvino, in quella contrada destinata a diventare la sistemazione definitiva. Fu allora, dopo aver a lungo discusso e progettato, valutato e calcolato, che i cugini Mazzocchetti – Vincenzo e il fratello Giulio con il cugino Antonio – decisero il grande ritorno.

Non fu una scelta semplice. Lasciare l’attività ben avviata a Roma in un settore produttivo come l’edilizia, ma l’identità scolpita nei cuori non poteva attendere oltre. Era il 1973 quando i cugini Mazzocchetti crearono la Tenuta del Priore, ispirando il nome a nonno Vincenzo, che tutti nella zona chiamavano con ossequio “il Priore”. I tre giovani credevano con fede profonda nelle potenzialità vitivinicole delle colline pescaresi, nella bontà di quelle uve che crescevano e maturavano con il lasciapassare di una natura rigogliosa. Il mercato esigeva qualità.