Montepulciano D’Abruzzo Sunnae -Tenuta del Priore

9.00

Montepulciano D’Abruzzo Sunnae

Lo consigliamo perché:

  • Uve selezionate
  • Affinamento in vasche di cemento
  • Vitigno autoctono
  • Uve coltivate in Abruzzo
  • Tradizioni di famiglia
  • Prodotto Italiano

Abbinamento consigliato: Chitarra con polpettine e ragù

 

Descrizione

Montepulciano D’Abruzzo Sunnae
Questo prodotto, realizzato per la prima volta dall’annata 2004 per completare la nostra gamma di vini rossi a base di uve Montepulciano, è dotato di piacevole acidità, con note di frutta fresca, di “facile beva” e abbinamento, anche se il corpo e la struttura rimangono comunque importanti.

Tipo di Vino: rosso fermo, secco
Denominazione: Montepulciano D’Abruzzo D.O.C.
Varietà: Montepulciano 100%
Affinamento: 5 mesi in vasche di cemento sui lieviti fini
Alcool: 13,5% Vol.

 

Bottiglia

75 cl

Confezione

Bottiglia in vetro

Produttore

Vini Tenuta del Priore

La storia della Tenuta del Priore e dell’azienda vitivinicola Col del mondo si intreccia strettamente con i sentimenti. Lo struggimento mai sopito dell’abbraccio alla terra natìa, l’amore per la natura incontaminata, le colline del Pescarese che degradando dai filari verso la lontana civiltà urbanistica tracciavano la dimensione della passione per quelle uve che sembravano evocare un richiamo. Una storia punteggiata dai battiti di tre cuori, da un’intima pulsione per riprendersi la propria vita laddove era iniziata, nella campagna di Collecorvino, in quella contrada destinata a diventare la sistemazione definitiva. Fu allora, dopo aver a lungo discusso e progettato, valutato e calcolato, che i cugini Mazzocchetti – Vincenzo e il fratello Giulio con il cugino Antonio – decisero il grande ritorno.

Non fu una scelta semplice. Lasciare l’attività ben avviata a Roma in un settore produttivo come l’edilizia, ma l’identità scolpita nei cuori non poteva attendere oltre. Era il 1973 quando i cugini Mazzocchetti crearono la Tenuta del Priore, ispirando il nome a nonno Vincenzo, che tutti nella zona chiamavano con ossequio “il Priore”. I tre giovani credevano con fede profonda nelle potenzialità vitivinicole delle colline pescaresi, nella bontà di quelle uve che crescevano e maturavano con il lasciapassare di una natura rigogliosa. Il mercato esigeva qualità.